perché il semplice saperlo è un seme; se il terreno è pronto una verità che lo incontra vi si annida e inizia a germogliare

Nel nome del Signore, Dio d’Israel, sia Michael alla mia destra, Gabriel alla mia sinistra, dinanzi a me Uriel, dietro a me Raphael.

E sopra la mia testa la divina presenza di Dio. (preghiera ebraica)

Cose da sapere prima di consultare il blog

Tutte le tradizioni spirituali avvertono che l'incarnazione nella vita materiale è "temporanea divisione" dal proprio vero sè, cioè sperimentazione della dimensione materiale attraverso l'illusione della molteplicità.
Per definizione, infatti, attraversare l'esperienza della materialità comporta l'oblio dell'unità da cui proveniamo, in totale adesione a una percezione della realtà che non sappiamo più riconoscere come illusoria, e che come tale finisce per confinarci in una sorta di labirinto, nel quale l'ignoranza può costringerci a vagare per molte vite.
A modo suo ogni religione chiama perciò a quel "risveglio" che, solo, ci potrà trarre da questa  prigione per restituirci all'unica realtà veramente esistente, ricollegandoci all'Unità; che è completa, pura e perfetta gioia.
Per questo la cosiddetta filosofia perenne insegna che lo scopo stesso della vita è l'evoluzione spirituale; ma anche che non siamo soli nei difficili percorsi dei nostri destini né abbandonati nel buio dei tentativi per riconnetterci alla nostra anima.
Insieme vincolo e opportunità, l'incarnazione fisica ci richiede (e ci consente) un percorso fatto di serio e lungo lavoro.
E, come per i nostri scopi non possiamo fare a meno di nozioni scientifiche, di attrezzi o computer, dai tempi più arcaici le "religioni" (cioè le rappresentazioni umane volte all'atto del re-ligo: del ricollegare) ritengono che accostarsi a tale importante lavoro necessiti di "supporti tecnici"; a questo scopo la sapienza mistica di tutte le latitudini ci mette a disposizione potenti strumenti.  
Sono tali i preziosi documenti in codice che celano misteri dell'universo, libri sacri e universali, che perdono il loro senso se intesi come banali codici di comportamenti (o addirittura di proibizioni da prendere alla lettera); del tutto incompresi e negati quando branditi come armi o strumenti di oppressione. Sono tali le tecniche di meditazione e di preghiera, dalla contemplazione alla respirazione con mantra alla recita del Rosario. Sono tali le danze rituali, da quelle tribali alle tecniche Sufi. Sono tali le straordinarie tecnologie rappresentate da strumenti come i 64 esagrammi dell'I Ching, il linguaggio sanscrito, il sacro alfabeto ebraico, gli insegnamenti della Kabbalah, i 72 Nomi di Dio.

Questi ultimi, secondo l'insegnamento kabbalistico di origine ebraica, e secondo la Kabbalah cristiana, sono 72 combinazioni uniche di lettere ebraiche che creano una potente vibrazione spirituale, in grado di contrastare i lacci dell'ego, inteso come dimenticanza del proprio sè divino, immedesimazione nell'inganno delle illusioni.
Secondo la Kabbalah l'umanità è destinata a superare la schiavitù dell'ego (descritto come una cortina che nasconde la Luce del vero sè) per giungere ad aver controllo sulla natura fisica e attingere alla Libertà. 
La conoscenza dei significati dei 72 nomi (o attributi) di Dio, la meditazione su di essi e sullo stretto legame che possono avere con la nostra vita, le rivelazioni su noi stessi che ci possono portare, tutto ciò ci viene in aiuto nel labirinto e ci indica una strada.

72 sono i nomi, 72 gli Angeli Custodi, suddivisi nella gerarchia dei nove Cori (di otto Angeli ciascuno), presieduti dagli Arcangeli della rispettiva Sephira.
Tutti, con le miriadi di schiere angeliche al loro servizio, eternamente impegnati a dar corpo alla materia vivente, secondo gli innumerevoli intendimenti divini espressi dalla vibrazione della loro musica.
Ciascuno è emanazione di Dio (e perciò soffio di Dio stesso), e insieme entità autonoma; è se stesso e insieme un'entità "plurale" e un intero universo.
Sempre pronto ad accorrere in nostro aiuto, benché sembri immoto, in attesa di esser chiamato gioisce con noi ed è triste con noi; è altro da noi e insieme rappresenta la pienezza del nostro sè divino, da cui ci separano le mille illusioni della materialità e gli inganni dell'Angelo dell'Abisso a lui contrario, che incessantemente contende il nostro intelletto ai suoi richiami.
Non ridere di loro. Prima di giudicare dovresti provare a prestare orecchio al loro soffio: cioè a guardarli aprendo la capacità di ascolto; a sentire la vibrazione dei loro nomi dando il tempo al tuo io profondo di riconoscere la loro voce; e, solo dopo, decidere in modo consapevole se vale o no la pena di ascoltarla.  
Accettare di sapere tutte le cose che possono guidare a comprendere meglio è importante: perché il semplice saperlo è un seme; se il terreno è pronto vi si annida e comincia a germogliare. Su questo si basa uno dei segreti delle vie mistiche: "insegnandoti, creano in te le condizioni perché ciò che insegnano avvenga"Si chiedeva Reiner Maria Rilke: "Chi, se io gridassi, mi udrebbe dalle gerarchie degli angeli? ... concesso pure che uno d'un tratto mi attirasse al suo cuore, non sparirei a causa della sua troppo forte esistenza...?". La risposta è: provare, con fiducia. Gli angeli custodi e i loro arcangeli sono costantemente all'opera nell'evoluzione cosmica, dietro le quinte, ed è loro compito accorrere se invocati. Ma se non li invochiamo restano immoti su tutti i piani in cui percepiamo il tessuto della nostra esistenza; se vogliamo il loro aiuto, cioè, lo dobbiamo chiedere: in altre parole, se è vero che loro devono rispondere, spetta a noi chiamarli. Tra le entità angeliche le più potenti sono gli Arcangeli, forze di immensa complessità che, possiamo dire, si esprimono in un'emanazione di vibrazioni e suoni che porta alla creazione degli universi, plasmando la materia e dando impulso all'evoluzione in modo perfettamente accordato alla Mente Divina. Allo stesso modo il loro impulso agisce nella sfera umana. 
Dice Sibaldi che "nel corso della vita ci si rende conto che nulla di ciò che crediamo di aver capito poi ci basta: una volta chiarita una cosa, qualche misterioso impulso comincia a spingerci oltre. L’energia arcangelica è di questo tipo; si esprime dunque come uno dei più potenti motori dello sviluppo dell’individuo e dell’universo". E ne prende ad esempio le prerogative dei tre Arcangeli più amati: Michele, Raffaele, Gabriele.  
Michele è l'Arcangelo che comprende in sè tutte le schiere angeliche e il vincitore per eccellenza di tutte le battaglie; il suo impulso nella nostra vita ci esorta alla comprensione delle radici del male quale premessa imprescindibile per superarlo. 
Raffaele (da rapha, «guarire») come è noto è l’Arcangelo della guarigione: il suo dono è far comprendere a chi è sofferente gli errori che ne hanno determinato le malattie. 
Gabriele (l’Arcangelo che porta l’annuncio alla Vergine) concede a chi lo invoca di ritornare vergine (privo di passato) in qualsiasi istante della vita: cioè può letteralmente annientare il passato dando la forza di comprendere, e gli strumenti per superare radicalmente se stessi (in ebraico la radice gbr esprime l'idea di forza, virilità, coraggio). 

Perché: "è sufficiente che tu CAPISCA il tuo passato, qualunque esso sia, e ne sei già fuori, ne sei libero e sei nuovo, se ti aiuta la terribile forza di Gabriele".
In conclusione, ci ricorda Sibaldi: gli Arcangeli son pronti a guidarci oltre ciò che è stato per guarire da ogni inquietudine
Allo stesso modo, l'Angelo a cui fummo affidati in questa vita è un'energia a nostra disposizione che costituisce una sorta di canale privilegiato: fra noi e la parte di noi che si estende ben oltre la nostra coscienza. Sta a noi decidere se utilizzare o meno quello che questo mondo sottile può offrire; ma la cosa che dobbiamo sapere è che i nostri Angeli restano immoti se noi non chiediamo loro l'aiuto e gli impulsi di cui abbiamo bisogno: fa parte della nostra libertà decidere se ignorarli o ricorrere a loro.


6 commenti:

  1. bellissimo ... nn trovo altre parole

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  2. Grazie per la spiegazione esaustiva. Davvero bello! Silvia

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  3. scusate la mia vera ignoranza e stupidita pero io avrei una domanda... mi sono avvicinato da poco all argomento e ne ho tutto il rispetto percependone la grandezza... per cui vorrei veramente non fare cavolate nel rapportarmi a queste forze enormi...
    fermo restando che penso questa sia una domanda stupida... se l angelo che mi e stato affidato non rappresenta secondo le descrizioni le qualita o le energie che mi servono per superare il mio problema... posso pregare direttamente l angelo che rappresenta queste saggezze o devo pregare il mio angelo che interceda presso il tale angelo che mi aiuti a superreil problema.... esempio semplice supponiamo il mio angelo e michele ma sono in una situazione di vita dove mi serve gabriele... posso pregare direttamente gabriele senza che michele s'offenda o devo pregare michele di fare un colpo a gabriele... giusto per parlare in soldoni... scusate l ignoranza e stupidita... pero non e che mi vergogno piu di tanto meglio farla che tenersela sta domanda... nessuno nasce imparato qualcuno ha detto .. hahaha sorry ... davide

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  4. Chiedi e ti sarà dato!

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  5. Grazie :)

    Federico

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  6. Ciao voglio chiederti: come si adeguano i 72 nomi di Dio con la precessione degli equinozi e con il relativo cambiamento dei segni zodiacali?
    la domanda nasce dal fatto che leggo per ciascun angelo un "domicilio zodiacale" e mi domando senza aver risposta quale sia il nesso.
    grazie!

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